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In Bottega dell’Alpe puoi scoprire i prodotti tipici della montagna piemontese, profumi e sapori delle Terre alte.

I prodotti selezionati provengono esclusivamente da piccole imprese artigiane ed agricole delle vallate piemontesi, che lavorano nel rispetto della tradizione.

 

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mercoledì 2 settembre 2015

Miele: come sceglierlo e come nasce

Il miele, una esperienza gustativa unica: la natura ce lo regala così com'è, un oro naturale dalle caratteristiche uniche, se poi questo miele è italiano, molto meglio, avremmo sicuramente maggiori garanzie sulla qualità del prodotto soprattutto se questo è prodotto in montagna dove l’agricoltura intensiva non è ancora arrivata e dove non si usano pesticidi che potrebbero poi depositarsi nel miele. Il miele grazie agli apicoltori viene raccolto in un territorio che vanta varietà e ricchezze uniche al mondo. Un settore frammentato ma vitale della nostra economia ma soprattutto per il nostro ambiente naturale. Come si fa il miele Le materie prime per fare il miele sono "reperite" direttamente dalle api: il nettare dei fiori è raccolto dalle api bottinatrici, operaie specializzate che, tornate all'arnia, passano il "bottino" (da qui il nome) alle compagne operaie. Queste ultime lo depongono in celle esagonali che fungono da dispensa (i favi); agitando le ali, altre api specializzate, le ventilatrici, creano correnti d'aria con lo scopo di fare evaporare l'acqua dal miele e di regolare l'umidità e la temperatura dell'alveare. Questo impianto di condizionamento naturale abbassa la temperatura dell'ambiente e la mantiene costante. Tutto questo lavoro garantirà alle api scorte alimentari per la stagione invernale, ed un prodotto da servire gustoso, genuino e salutare da servire sulle nostre tavole. Quello che l'uomo fa con api potrebbe essere considerato, di primo acchito, un furto di cibo... Ma va detto che solo una parte del miele prodotto dalle operaie viene di fatto prelevato, l'apicoltore di fatto non tocca le scorte che si trovano sotto al melario (dove viene raccolto il miele da estrarre) e in caso di carenza di cibo per la famiglia di api si provvede ad una integrazione. Accumulato il miele all’interno del melario e finite le grandi fioriture l’apicoltore procede con l’estrazione del miele, portando i favi colmi di miele nel laboratorio. A questo punto, con un semplice coltello o un apposito macchinario, si procede alla disopercolatura: si tolgono cioè i coperchi di cera che chiudono i favi. È poi il momento della smielatura: i favi, contenuti nei telaini, le cornici in cui le api hanno costruito il favo, sono inseriti all'interno di un cilindro rotante, lo smielatore. Qui, grazie alla forza centrifuga, i favi vengono svuotati del loro contenuto che è dirottato verso grandi contenitori in acciaio detti maturatori avendo cura, prima, di filtrarlo con maglie di dimensioni diverse, per rimuovere i residui di cera, di api o di qualunque altra sostanza estranea. Il miele pulito è poi fatto decantare per far emergere le bollicine d'aria incamerate durante la smielatura. Rimossa la schiuma di bolle superficiali, viene invasato "verticalmente": i primi barattoli sono cioè riempiti con il miele che sta in fondo al secchio perché le eventuali impurità si trovano invece in superficie. A questo punto il vasetto è pronto per la vendita e per essere portato sulle nostre tavole.

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